CANAIOLO

 

Il vitigno Canaiolo è un simbolo del nostro passato di vignaioli, coltivato da sempre nei nostri terreni. La mia famiglia (in parte presente in etichetta con una foto del 1984) ha da sempre apprezzato questo tipo di uva, basti pensare che mio nonno Giovanni la raccoglieva per le migliori schiacciate con l’uva e per fare un vino da bere tutti giorni che fosse piacevole, più pronto e più fresco rispetto al Sangiovese. Per troppi anni il canaiolo è stato considerato solo un complemento, ma da un po’ ho deciso di riscoprirlo in tutta la sua essenza e particolarità, lasciandolo fermentare e affinare brevemente in botti di cemento per mantenere intatti i suoi aromi floreali e le particolarità che lo contraddistinguono. La scelta nel fare questo vino è quella di avere qualcosa di “meno conosciuto” ma che rappresenta e descrive al meglio le nostre radici di contadini. Lo dedico a chi lo ha apprezzato prima di me, a chi lo apprezzerà oggi, domani e a tutta la mia famiglia.

 

Uve: Canaiolo 100%

Esposizione: sud-est

Terreno: tendente argilloso di medio impasto.

Sistema di allevamento: arco toscano e cordone speronato.

Resa media per ha: 55-60 ql

Vendemmia: manuale in cassette tra l’ultima settimana di Settembre e la prima di Ottobre.

Maturazione: fermentazione con lieviti indigeni in botti di cemento (circa 10 giorni) con seguente passaggio sulle proprie fecce per circa 1/2 mesi.

Affinamento: botti di cemento.

Note: floreali con bouquet di fiori di campo e beva molto gradevole ma retrogusto lungo. Tannino poco invadente.

Abbinamenti: Formaggi di media/lunga stagionatura, carni rosse, piatti in umido e pasta. La beva così gradevole permette anche abbinamenti con pesce e pasti più leggeri.

 

 

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